Che cosa rende una destinazione turistica, una destinazione turistica enogastronomica?
Il territorio di Langhe Monferrato Roero è stato premiato, nell’ottobre 2022, come destinazione italiana con la migliore offerta enogastronomica all’interno del premio Italia Destinazione Digitale 2023, di The Data Appeal Company, che si basa sul report di monitoraggio dell’offerta on-line recensita dai visitatori. Inoltre le recenti premiazioni della prestigiosa Guida Michelin hanno riconosciuto al territorio ben 16 ristoranti stellati, un vero e proprio firmamento di eccellenze tra conferme e novità.
Un riconoscimento importante che arriva da esperti internazionali, turisti e viaggiatori.
Un riconoscimento che è il risultato di un lavoro di squadra, ma anche una responsabilità per il futuro.
Durante l’edizione 2023 di BTO a Firenze, è stato presentato il “dietro le quinte” di questo risultato durante il panel: Strategie, prospettive e azioni innovative di una destinazione enogastronomica moderato da Bruno Bertero, direttore dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero con interventi di Giorgio Calabrese, medico nutrizionista e consulente, invitato come presidente del Comitato Nazionale della sicurezza alimentare, organo tecnico-consultivo in materia di valutazione del rischio del Ministero della Salute, Cristina Bergonzo, dell’Osservatorio Turistico di Visit Piemonte e Stefano Mosca, direttore dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.
Alla base della piramide ci sono i prodotti, spesso riconosciuti come “eccellenze” e che Giorgio Calabrese ci invita a guardare come un’opportunità di benessere: “la nostra salute dipende dal nostro territorio, da dove noi viviamo”.
Il Ministero della Salute e quello del Turismo hanno infatti molte possibilità di lavoro in comune, uno su tutti trasformare il turismo in un’arma per prevenire le malattie prendendosi cura del microclima dei territori per garantire una migliore qualità della vita dei suoi abitanti e di chi visita quelle zone. Un microclima sano che produce materie prime di qualità permette di produrre sostanze antiossidanti che aiutano la cellula a sopportare meglio le offese esterne allungando la vita e diminuendo l’introduzione di farmaci.
Quando consumiamo un prodotto, non mangiamo solo un cibo, ma ci immergiamo in una cultura che nel caso di Langhe Monferrato Roero è fatta anche di paesaggi, borghi, storia e capacità di accoglienza.
Come evidenziato da Cristina Bergonzo, la destinazione LMR ha rilevato una percentuale di giudizio maggiore della qualità di ricettività e accoglienza rispetto ad altri territori simili presi come benchmark a livello nazionale (es. Brunello e Chianti) e internazionale (es Borgogna).
Tale approccio al turismo richiede quindi nuove chiavi di interpretazione dei territori e quindi anche nuove ricerche e interpretazioni dei dati.
L’Osservatorio Turistico Langhe Monferrato Roero è uno strumento fondamentale per gli operatori che dà numerose indicazioni estrapolate da un sistema di dati integrato oltre le statistiche ufficiali, ovvero il monitoraggio delle recensioni on-line associate ai Punti di Interesse della filiera turistica del territorio, indicatori di spesa e valutazioni di propensione all’acquisto di una vacanza.
La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba è l’evento enogastronomico più lungo in Italia con le sue 9 settimane di eventi.
L’Osservatorio ha analizzato le ripercussioni che ha sul territorio in termini di presenze, capacità di spesa e sentiment, attraverso un modello specifico che analizza la spesa in loco e la ricaduta dal punto di vista mediatico. La quota estera è del 46% degli arrivi e del 57% di pernottamenti. Il primo mercato di provenienza è la Svizzera con quasi il 25% di quota; seguono Germania, Paesi Bassi e Francia. Da segnalare la quinta posizione degli Stati Uniti con oltre 20.000 arrivi e circa 59.000 presenze, con un incremento rispetto al 2019 dell’11% di arrivi e del 17% di presenze. Buona la performance di paesi nordici, con Svezia, Danimarca e Norvegia nelle prime 10 posizioni.
Tali ricerche sono un ottimo spunto per pianificazioni strategiche come ha sottolineato Stefano Mosca, direttore dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.
Innanzitutto permette di immaginare dei modelli comportamentali dei viaggiatori.
Con il Centro Nazionale Studi Tartufo è stato infatti attivato un sistema per tutelare i consumatori, oggi sempre più all’avanguardia grazie alla tecnologia block chain.
Fulcro dell’evento è il Mercato Mondiale del Tartufo dove i turisti cercano sicurezza nel momento dell’acquisto del tartufo. Dal 2000 la Fiera ha iniziato ad applicare la certificazione ISO per verificare la qualità dei tartufi sopra una certa pezzatura e ha costituito una commissione per giudicare la bontà dei prodotti con giudici che svolgono una vera e propria assistenza clienti in pre e post vendita.
La transizione digitale ha permesso di valorizzare la qualità analogica del processo cercando di eludere possibili tentavi di contraffazione dei sigilli di certificazione.
L’azienda KNOBS ha proposto l’emissione per ogni tartufo certificato dal CNST di un Digital twin (gemello digitale) sotto forma di NFT, che ne rappresenta un vero e proprio “certificato di autenticità”, immutabile ed incorruttibile su blockchain. I consumatori potranno verificare dei certificati tramite una semplice procedura di scansione del QR Code, impresso sul sigillo di garanzia apposto dal CNST a seguito della procedura di certificazione.
D’altronde come ha ribadito Stefano Mosca: non esistono due tartufi uguali al mondo e questo è merito di madre Natura!
Le nuove tecnologie, in particolare l’intelligenza artificiale generativa è stata messa all’opera anche per sperimentare un maggiore coinvolgimento dei visitatori della Fiera ed è nata “Chat GPTartufo” per condividere via whatsapp le ricette preferite con ingrediente principale: il tartufo bianco d’Alba.
L’edizione 2023 della Fiera ha registrato una presenza di oltre 90000 persone e circa 700 kg di tartufo venduto.
Oltre alla tutela del consumatore, è necessaria anche la tutela del prodotto. Il tartufo è un indicatore del cambiamento climatico del territorio, pertanto prendersi cura dei boschi e della biodiversità è prioritario se si vuole raggiungere quanto auspicato dal professor Calabrese: un turismo in grado di allungare la vita in qualità e quantità.